Serie A

Lautaro Martinez: «Pensavano più al Mondiale che all'Inter»

L'attaccante rivela i retroscena del 2022 e le difficoltà fisiche vissute con il club e la nazionale

Lautaro Martinez: «Pensavano più al Mondiale che all'Inter»

L'attaccante Lautaro Martinez ha parlato con la federazione argentina del periodo trascorso nel 2022: «In quel periodo c’erano tre o quattro compagni dell’Inter che avevano anche loro dei problemi fisici e pensavano più al Mondiale che al club - ha raccontato -. Io invece sono diverso: nonostante i dolori, sentivo di non poter abbandonare la squadra».

Lautaro, i ricordi del 2022

Sulla sua mentalità e sul rapporto con il club, Lautaro Martinez ha spiegato: «Ne avevo parlato anche in un documentario e in un’intervista che avevo fatto con l’Inter - ha affermato l'attaccante dell'Argentina -. Raccontavo un po’ come sono fatto: non voglio perdere un allenamento, non voglio saltare nessuna partita. In quel periodo c’erano tre o quattro compagni dell’Inter che avevano anche loro dei problemi fisici e pensavano più al Mondiale che al club. Io invece sono diverso. Sono una persona fedele a chi mi apre le porte, a chi mi tratta in maniera incredibile. Sono responsabile nei confronti del mio lavoro, perché lo sento dentro di me. E in quel momento sentivo di non poter abbandonare il club, per cui sono andato avanti. Ricordo il primo allenamento con la nazionale, non mi sentivo la caviglia e chiesi all'allenatore di rimanere a riposo in amichevole. Poi al Mondiale, dopo la seconda partita col Messico, è stato complicato trascinarmi questo problema, i primi passi erano molto dolorosi e la caviglia era sempre gonfia».

Riguardo alla finale del Mondiale 2026, l'attaccante ha dichiarato: «Nella finale Mondiale 2026 c'erano giocatori che non riuscivano a camminare».

Sulle emozioni legate ai successi con la nazionale, Lautaro Martinez ha aggiunto: «Quel Mondiale è stato il riassunto perfetto di tutto ciò che abbiamo costruito negli anni - ha aggiunto, poi, il Toro -. Il gol in finale di Copa America 2024, invece, è stato la ricompensa per il duro lavoro fatto e per come mi ero preparato per il torneo».

Sui rischi fisici assunti prima del Mondiale, l'attaccante ha raccontato: «Avevo avuto un infortunio al soleo che mi aveva tenuto fuori due mesi. Parlai con il preparatore e gli dissi che avevo bisogno di giocare per arrivare in America con delle partite nelle gambe. Anche quello è stato un rischio che ho deciso di assumermi, ho giocato con l’Inter fino all'ultima partita. In semifinale contro l'Inghilterra avevamo lasciato in campo anche più di quello che avevamo. In finale c'erano giocatori che non riuscivano quasi più a camminare, ma continuavano a correre. Perdere così ti lascia una ferita importante, ma gli avversari sono stati più bravi e prima o poi doveva succedere di perdere una partita».

Sui suoi inizi nel calcio, Lautaro Martinez ha detto: «Da piccolo giocavo difensore - ha detto l'argentino -. Ho cominciato come mio padre, giocavo da libero. Poi, quando abbiamo iniziato a disputare partite vere, con i punti in palio, un allenatore mi ha spostato sulla fascia perché facevo la differenza in quella posizione. Quando sono arrivato al Racing ho cominciato a giocare più centralmente, da numero nove. Mi piaceva, come mi piace ancora oggi, abbassarmi per partecipare al gioco, ricevere il pallone e dialogare con i compagni».

Notizia scritta con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificata dalla redazione.

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