Serie A

Frosinone, Alvini: «Questa estate la nostra prima scelta era Romano»

L'allenatore parla al Festival dello Sport del mercato e dei giocatori del Frosinone

Frosinone, Alvini: «Questa estate la nostra prima scelta era Romano»

Al Festival dello Sport, l'allenatore del Frosinone Massimiliano Alvini ha parlato del calciomercato: «La nostra prima scelta questa estate era Romano, lo volevamo anche l’anno scorso prima che lo prendesse lo Spezia: un giocatore diverso da Jack nei centimetri, giovane, ma è stato bravo il Cagliari. Siamo stati vicini, eravamo lì. Calò-Samp? Al Terminillo, in ritiro, arrivo un giorno e gli canto una strofetta di».

Frosinone, le rivelazioni di Alvini

Sul passato e sulle sue origini, Alvini ha raccontato: «Il mio è un percorso lungo, nel ‘96 allenavo la squadra di Fucecchio, la squadra del bar, vincendo il campionato tra gli amatori».

Sull'identità della squadra, l'allenatore ha spiegato: «L’identità di squadra è quella che serve per giocare le partite, cercare sempre di vincere, avere un’idea e uno stile tuo. Cerchi di fare questo per arrivare alla vittoria».

Riguardo a un episodio familiare, Alvini ha riferito: «Dopo Frosinone-Como (sfida terminata 2-0, ndr) mia moglie mi dice: ‘I tuoi figli non vogliono parlare con te’. ‘Perché?’ ‘Avevano messo mezzo Como al Fanta’».

Sulle esperienze precedenti in Serie A, Alvini ha dichiarato: «Non rifarei passi indietro sulle mie idee. Ricordo un Cremonese-Milan 0-0, in cui tutti ci facevano i complimenti ma noi avevamo giocato solo a difenderci senza proporre. Quello fu un passo falso che mi servì per non commettere mai più lo stesso errore».

Sull'aspetto tecnico e la gestione della partita, l'allenatore ha detto: «Puoi andare subito sulla prima pressione, aggredendo, ma poi quando hai la palla devi saper proporre sempre. Quando stiamo bassi io faccio fatica a stare in panchina, al mio secondo dico ormai che quando c’è quel tipo di partita mi deve dare qualcosa…».

Sulle emozioni vissute in panchina, Alvini ha aggiunto: «Io ho emozione quando scendo in panchina, nei secondi prima del fischio d’inizio. Io amo il palio, anche nell’amore verso il cavallo, prima della partenza provo quell’emozione lì, quella gioia, sono le stesse sensazioni».

Sulla partita contro la Fiorentina, Alvini ha raccontato: «Quel giorno, sullo 0-3 per noi nel giorno del centenario, il clima era pesante e i tifosi mi dicevano di sedermi. Poi nel silenzio al 70’ uno mi urla».

Sui tifosi e il clima durante la sfida, l'allenatore ha riferito: «. Sono 41 anni che non lo vinciamo».

Sul giocatore Raimondo, Alvini ha commentato: «Raimondo ha delle qualità tecniche e delle caratteristiche notevoli, ed è in un percorso di miglioramento notevole, è un calciatore futuribile. Attacca lo spazio, a me piace tantissimo, mi piace anche nei rapporti. Sono fortunato ad averli. Sono grato a Castagnini per avermi portato a Frosinone, lui come primo acquisto mi prese Raimondo dal Bologna che era in un momento di difficoltà, e con noi ha fatto bene. Nazionale? Me lo auguro per lui, per noi, per il mio staff. Prima era più tosta arrivare in nazionale, ora meno, sicuramente può essere un giocatore utile alla nazionale».

Su Bracaglia, l'allenatore ha espresso il suo parere: «Bracaglia è un ciociaro vero, come Palmisani, incarna quello spirito: per noi allenatori è un piacere allenare giocatori come lui. Viene da un percorso polveroso, di sacrificio, si sta ritagliando il suo spazio in Serie A e gli auguro il meglio».

Su Calò, Alvini ha spiegato: «Calò è un giocatore forte, vede calcio e linee di passaggio enormi, ha un piede gentile, determinante in Serie B ma anche in A. Giocava al Pontedera, io allenavo il Tuttocuoio, ho sempre desiderato allenarlo ma quando sono andato a Cosenza al mio primo giorno lo hanno venduto. È stata un’idea di Castagnini, condivisa, è uno dei giocatori più intelligenti che ho mai allenato, è piacevole».

Sulla gestione della sosta, l'allenatore ha precisato: «In questa sosta sto allenando 8 giocatori. Non ero abituato alle soste, 4 partite in 20 giorni non sono poche».

Sull'episodio legato a Calò e alla Sampdoria, Alvini ha raccontato: «. Lui mi guarda strano, e io gli dico:».

Sul portiere Palmisani, l'allenatore ha dichiarato: «Ha qualità tecniche nel ruolo del portiere veramente da top. Ha una testa notevole, per il ruolo, nell’adattamento. C’è veramente del materiale nel ragazzo. L’anno scorso a Monza in Coppa Italia il portiere era Sherri, si procurò un gravissimo infortunio, entrò Lorenzo e poi fece 38 partite in maniera eccellente. Speriamo che continui perché per il calcio italiano sarebbe bello avere un altro portiere eccellente davvero».

Notizia scritta con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificata dalla redazione.

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