Serie A

Gattuso sulla Lazio: «Con Lotito se le cose non funzionano glielo dico in faccia»

Il tecnico ha parlato al Festival dello Sport del rapporto con il presidente, di Frattesi e di Tavares

Gattuso sulla Lazio: «Con Lotito se le cose non funzionano glielo dico in faccia»

Al Festival dello Sport, Gennaro Gattuso ha parlato della sua esperienza alla Lazio e del rapporto con il presidente: «La figura da calciatore tutt'ora, ahimè, me la porto dietro. Ma da quando faccio questo mestiere difficilmente ho litigato coi presidenti. Mi piace il dialogo. È normale che mi piaccia parlare con gente vera, che la parola venga mantenuta: non mi piace farmi prendere in giro». Sul legame con Lotito, l'allenatore ha aggiunto: «Con Lotito c'è questo rapporto. È normale che se le cose nel quotidiano non funzionano vada detto in faccia. Lui è un uomo di intelligenza incredibile, un genio». Gattuso ha poi scherzato sulla gestione del presidente: «meno parla e meglio è».

Lazio, le parole di Gattuso

Riguardo alla scelta di allenare la Lazio, Gattuso ha spiegato: «Stavolta ho detto sì perché in una situazione di grandissima difficoltà ero convinto che in tanti di loro potessero dare molto. Sono orgoglioso di allenare questi ragazzi che stanno dando tanto, siamo partiti bene ma la strada è lunga». In passato, l'allenatore ha raccontato un momento difficile: «È un'esperienza che mi ha scottato, ci sono rimasto male, una mazzata incredibile. Volevo ripartire subito».

Sul calciatore Davide Frattesi, l'allenatore ha dichiarato: «Ho avuto la fortuna di allenarlo in nazionale, nei raduni gli ho sempre detto che doveva prendere una decisione: è un giocatore importante, non poteva accontentarsi di giocare 15 minuti a partita. Gli ho detto che doveva assumersi più responsabilità». Sulla decisione del centrocampista di venire nella squadra, Gattuso ha detto: «La sua scelta di scegliere noi è stata una scelta incredibile, in un mercato per noi difficile in cui potevamo fare poco».

Parlando di Nuno Tavares, l'allenatore ha commentato: «Solo Nuno Mendes è allo stesso livello di Tavares». Sulla battuta riguardante l'eredità del Milan, ha spiegato: «Descrive al meglio Tavares, che non ha dato il massimo che poteva». Sul rapporto iniziale con il giocatore, Gattuso ha ammesso: «All'inizio ci sono stati con lui dei momenti di tensione, non è stato tutto rose e fiori». Sull'approccio verso chi ha talento, l'allenatore ha detto: «Io odio le persone che hanno talento ma non fanno nulla per migliorarsi. Il mio percorso è stato completamente diverso perché io non avevo talento e ho lavorato duramente per migliorarmi. Detesto chi ha talento e lo butta sotto i piedi».

Sulla preparazione della prossima sfida, Gattuso ha parlato del Monza: «Dobbiamo pensare a preparare bene il Monza, veniamo da una sosta di 20 giorni che è qualcosa di anomalo». Sul tema della città, l'allenatore ha precisato: «Quando sento i miei ragazzi parlarne, o gli addetti ai lavori, li stoppo subito. Ci sono ancora partite importanti, quella settimana ne parleremo». Ricordando un episodio passato, ha aggiunto: «Penso a Napoli-Verona, quando abbiamo mancato la Champions, fu una mazzata incredibile. Potevamo arrivare secondi vincendo, fummo quinti con 77 punti».

Sull'assenza dei tifosi, Gattuso ha dichiarato: «Lo stadio pieno manca: il calcio senza tifosi non è calcio. I tifosi sono una componente importante, invitandoti fanno venire fuori qualcosa in più». Sul periodo del Covid, l'allenatore ha spiegato: «Giocare in uno stadio vuoto non è calcio, era successo anche col Covid ma lì c'era una motivazione. Ora noi stiamo soffrendo questo aspetto, non avere i tifosi a darci una mano».

Sul rapporto con Gian Piero Gasperini, Gattuso ha detto: «Gasperini è un grandissimo allenatore ed è stato sempre presente nei miei momenti difficili. Quando io ero al Milan e lui all'Atalanta mi chiamò e mi disse di tenere duro, che gli piaceva come giocava il mio Milan. Ci somigliamo un po', abbiamo caratteri forti, mi ha sempre fatto sentire la sua vicinanza». Sull'importanza del collega, l'allenatore ha aggiunto: «Nessuno ne parla ma lui fa parte della stessa categoria di Sacchi, per il cambiamento che ha portato. Io e tanti colleghi proviamo a ripetere le cose che fa lui, ma ci riusciamo difficilmente». Sulla possibilità di una cena con lui, ha risposto: "Sarebbe un onore".

Riguardo alle esperienze all'estero, Gattuso ha spiegato: «Mi era piaciuto, mischiare le culture e le mie esperienze sono state importanti». Sulle difficoltà iniziali della carriera, l'allenatore ha raccontato: «Ci ho messo tempo e c'è stato un momento in cui volevo smettere. Ho sottovalutato il fatto di avere a che fare con una generazione completamente diversa, andavo a casa ed ero sempre nervoso per gli atteggiamenti». Sul cambiamento del proprio approccio, ha concluso: «Ho fatto un percorso individuando 2-3 priorità nelle mie idee, e per il resto adeguandomi alla generazione di oggi. La vivo meglio, ora non mi arrabbio più sulle banalità».

Notizia scritta con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificata dalla redazione.

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