Serie A

Immobile, riflessioni sul ritiro: «Devi arrenderti»

L'ex attaccante parla del passato alla Lazio e del futuro: «Tra dieci anni mi piacerebbe essere Ct»

Immobile, riflessioni sul ritiro: «Devi arrenderti»

Al Corriere della Sera, Immobile ha parlato del momento della decisione di fermarsi: «Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti». Sulla scelta di lasciare il calcio, l'ex attaccante ha spiegato: «Le cose mi riuscivano a metà: questo mi è successo veramente. Mettiamoci anche la vanità di non voler lasciare un ricordo di me non bello. Ho dato e ricevuto tanto dal calcio, fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda».

Immobile, i motivi del ritiro

Riguardo al periodo conclusivo alla Lazio, Immobile ha raccontato: «Mi stavano accompagnando alla porta dandomi la mano, alla fine quella stessa mano l’ho alzata io e sono andato via, ma giuro che fino alla fine tra me e Lotito c’è stato un rapporto padre-figlio. Quindi il dispiacere era doppio: ho aperto la porta, ho tolto imbarazzi. L'allenatore che mi ha dato di più? Simone Inzaghi, dal punto di vista umano soprattutto è unico. Ci siamo frequentati anche con le famiglie».

Sulla gestione della Nazionale da parte di Mancini, Immobile ha dichiarato: «Mancini è stata la scelta migliore, tutti si stanno accorgendo che non è un déjà vu o, peggio, un amarcord». Per quanto riguarda le doti dell'allenatore, ha aggiunto: «Lui ha la capacità di creare gruppo, non arriva nello spogliatoio o in allenamento a incasinarti la testa. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche. All’Europeo la forza era rappresentata da molti giocatori che erano capitani nei loro club di appartenenza, e fu una spinta sul fronte dell’esperienza».

Sul rapporto con i giovani convocati, Immobile ha osservato: «Oggi ha convocato i ragazzi, ha dimostrato di avere fiducia, li ha caricati. Motivati. Nessuno si tirerà indietro, i risultati del cambiamento sono già visibili. Coinvolge tutti alla stessa maniera, è riuscito a unire attorno a una causa comune. Il campo è soltanto loro. Le polemiche, tutte, sono fuori. Io al posto di Mancini? Ho strada da fare, tra dieci anni mi piacerebbe esserci». Sulle sue ambizioni future, l'ex calciatore ha concluso.

Notizia scritta con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificata dalla redazione.

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